Bando ISI INAIL e bonifica amianto: un’opportunità per i capannoni industriali

Molti capannoni costruiti tra gli anni Sessanta e Novanta utilizzano ancora coperture in cemento-amianto (eternit). Con il passare del tempo questi materiali possono deteriorarsi e aumentare il rischio di dispersione delle fibre.

Per questo motivo la rimozione dell’amianto rappresenta oggi non solo una scelta prudenziale, ma spesso un intervento necessario per garantire sicurezza negli ambienti di lavoro e conformità alle normative vigenti.

In questo contesto il Bando ISI INAIL rappresenta uno degli strumenti più importanti a disposizione delle imprese italiane per intervenire sulle coperture contenenti amianto.

Un fondo pubblico per migliorare la sicurezza delle imprese

Il Bando ISI è un programma attraverso il quale l’INAIL finanzia interventi destinati a migliorare le condizioni di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’edizione più recente mette a disposizione circa 600 milioni di euro di contributi a fondo perduto destinati alle imprese.

Tra gli interventi finanziabili rientra anche la bonifica dei materiali contenenti amianto, in particolare nelle coperture dei capannoni industriali.

Il contributo può coprire:

  • fino al 65% delle spese ammissibili
  •  con un contributo massimo di 130.000 euro per progetto

Per molte aziende questo significa poter affrontare interventi importanti di bonifica con un investimento reale molto più contenuto.

Amianto nei capannoni: un tema ancora attuale

Nonostante il divieto introdotto nel 1992, molti edifici industriali utilizzano ancora coperture in cemento-amianto installate decenni fa.

Con il tempo questi materiali possono:

  • deteriorarsi per effetto degli agenti atmosferici
  • perdere compattezza
  • aumentare il rischio di rilascio di fibre.

Dal 24 gennaio 2026 sono inoltre entrate in vigore nuove disposizioni che rafforzano gli obblighi per le imprese che operano in presenza di amianto, introducendo regole più stringenti su:

  • individuazione dei materiali
  • valutazione dei rischi
  •  notifiche alle autorità competenti
  • utilizzo dei DPI
  • formazione e sorveglianza sanitaria.

La normativa stabilisce inoltre che, quando tecnicamente possibile, la rimozione dell’amianto debba essere preferita ad altri interventi manutentivi.

Cosa finanzia il bando

Nel caso delle coperture industriali, il contributo può includere diverse voci legate all’intervento di bonifica.

Tra queste rientrano:

  • rimozione e smaltimento dell’amianto
  • realizzazione della nuova copertura
  • lattonerie e sistemi di sicurezza anticaduta 
  • spese tecniche e progettuali.

L’obiettivo del bando è infatti quello di migliorare la sicurezza complessiva degli edifici produttivi.

Possibile integrazione con il fotovoltaico

Il bando consente inoltre di affiancare al progetto principale un intervento aggiuntivo, come l’installazione di un impianto fotovoltaico sulla nuova copertura.

In questo caso il contributo può arrivare fino all’80% dell’investimento aggiuntivo, permettendo alle aziende di riqualificare il capannone e allo stesso tempo ridurre i costi energetici.

 

Perché affidarsi a Marcheluzzo Srl

Nel caso delle coperture industriali, il contributo può includere diverse voci legate all’intervento di bonifica.

Tra queste rientrano:

  • rimozione e smaltimento dell’amianto
  • realizzazione della nuova copertura
  • lattonerie e sistemi di sicurezza anticaduta 
  • spese tecniche e progettuali.

L’obiettivo del bando è infatti quello di migliorare la sicurezza complessiva degli edifici produttivi.

da redazione 11 marzo 2026